SOUND AND SILENCE | 2020

Sound and Silence mantiene il format del 2019 e torna a chiedere all’artista una riflessione site specific sui temi dell’impermanenza e della memoria.
Nel 2019 la riflessione artistica si era ispirata al buio e ai silenzi della Certosa, nel 2020 il focus è invece il rapporto dell’artista con il vuoto e con l’assenza, una condizione umana in cui la mancanza di prossimità con gli altri è sempre più colmata dalle macchine.  Esse si fanno interlocutrici in un dialogo che ha un inizio e una fine, sino a raggiungere lo stesso stato emotivo e ad operare le medesime scelte dell’essere umano del quale replicano la memoria. Come questo anch’esse, infine, muoiono.

Quattro interventi audiovisivi di improvvisazione per circuiti elettronici e suoni, live video e voci, oltre ad un’installazione A/V site specific, nell’ambito di due serate a forte componente sperimentale.
Una proposta in cui musicisti elettronici e video artisti intessono un dialogo contemporaneo con la Certosa e con i suoi chiaroscuri, lasciandosi ispirare dalle sue architetture e prospettive, reali, metafisiche ed emotive.
A cura di Memori e Basmati Film e grazie al Museo civico del Risorgimento – Certosa di Bologna e alla collaborazione dell’ Associazione Amici della Certosa di Bologna.

25/26 Settembre 2020

LUXSTATUE
a cura di Audrey A Coïaniz e Saul Saguatti (Basmati Film)
Installazione immersiva e multiproiezione su due statue monumentali nella Sala del Colombario. La proiezione come uno specchio si riflette sulle statue, restituendo loro vita e movimento, con una progressione visiva che spazia dalla loro immagine reale a nuove forme metaforiche. Un dialogo tra immagine interiore, che da forma materica si fa onirica, un loop audiovisivo coordinato che si apre a più dimensioni di lettura.

CRONOTOPO
di Ich.Bin.Bob
Cronotòpo indaga il concetto di ipertecnologia: la necessità dell’uomo contemporaneo di resistere all’interno di un flusso informativo ininterrotto, che lo trasporta in un isolamento uomo-macchina. Questo flusso ciclopico e frenetico sovrasta un individuo incapace di coglierne la totalità. La composizione musicale è quindi strutturata in piccoli frammenti di suoni, troppo veloci per essere completi. I ritmi febbrili e complessi, governati dal tecno-stress, sono accompagnati da una stimolazione visiva composta da un sistema di luci alternate, che modella lo spazio circostante in maniera convulsa e parziale.

GHOSTLY MATTERS LIVE SET
“I can improvise better a night”

Set di improvvisazione live di Bartolomeo Sailer / wang inc.
voci di Susanna La Polla De Giovanni / Suz

Non tutti sono a conoscenza del fatto che Emily Dickinson fosse apprezzata da familiari e vicini anche come pianista. Il cugino John Graves racconta che mentre si trovava in visita a casa della poetessa, venne svegliato nel cuore della notte dal suono di “una musica celestiale”. Quando la mattina seguente chiese spiegazioni, Emily rispose: “Di notte riesco ad improvvisare meglio”. Partendo dalle suggestioni offerte da alcuni celebri poemi di Emily Dickinson, nell’oscurità della sala delle Catacombe della Certosa, Wang Inc intreccerà suoni e frequenze generati da sintetizzatori modulari e semimodulari con versi nati per dare voce agli spettri che abitano i labirintici e tortuosi corridoi della mente umana, con versi a cura di Susanna La Polla De Giovanni.

THE NEAT SENSATION OF OUR SEPARATION
Sound Performance di Valerio Maiolo

Valerio Maiolo presenta un sistema di comunicazione fra un computer e due organi elettrici recuperati dal passato e dislocati nello spazio performativo. Una voce sintetica, androide, si intreccia al suono degli organi e ridefinisce lo spazio e lo spettro acustico in una metamorfosi che vede l’inorganico farsi umano per poi dissolversi nell’astrazione. L’elemento umano sublima nei suoi atomi sinusoidali attraverso le tecniche del canto armonico.

COSMOS CAPTURE DEVICES
Installazione Performativa A/V
a cura di Antonella Di Tillo / MeinLicht e Pasquale Sorrentino / MU Versatile Label

Alcune fotocamere pinhole autocostruite usando delle lattine riciclate sono state abbandonate all’aperto negli spazi della Certosa durante il lockdown, impressionando per un lunghissimo periodo ( 5 mesi ) il passaggio del sole, usando la tecnica della Solarigrafia, sviluppata in Polonia. Esse restituiscono l’immagine persistente del cosmo senza l’uomo.
Il movimento parabolico del sole all’interno di un monitor a tubo catodico viene decodificato grazie ad un sistema di trasduttori trasformandosi in uno scintillante pulviscolo sonoro.

VIRTUAL TOUR

link al Virtual Tour a Schermo Intero 

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